UN'AMEBA AL MIO CONFRONTO SEMBRA GARRISON.
Sono vecchia dentro. Ma davvero, neh? Non lo dico per fare tenerezza. Ho la stessa vitalità della Perego nel presentare verissimo. Proprio la stessa verve. Andrei giusto giusto d'accordo con Tonon.
Di mattina non c'è male. Mi alzo, mi trucco, bevo il caffè praticamente ghiacciato perchè mia madre lo fa alle 7 e chi si è visto si è visto.
Vado a lezione. Su 150 persone avrò, ad esagerare, 3 amiche. E già questa la dice lunga. Poi al pomeriggio vado a lavoricchiare un po', magari ci scappa un aperitvo alla settimana, senza esagerare però, che poi mi vien la gastrite.
È la sera il mio punto debole. Sul serio. Mi piglia una sorta di abbiocco clamoroso, unito ad una sfaticaggine degna del girone degli ignavi. La mia serata-tipo è questa: cena alle nove, sigaretta sulle scale (da qundo c'è la vicky vietato fumare in casa e io sto lì seduta da sola come una tossica, vabbhè). Poi divano. Accendo la tv e cerco il programma più trash che ci sia. Va bene tutto dalla fattoria a music farm, non mi faccio mancare niente. Contemporaneamente: pc portatile sulle ginocchia, che mi tiene un caldino da dio e i reumatismi ringraziano sentitamente. Blog vari ed eventuali, qualche commentino, qualche aggiornamento, un giretto su yoox, ebay e tutti quei siti lì che fan bene alla salute. Poi, dato che mi sento sola: messenger a go go. Fiumi di parole senza senso, discorsi interpretati male, persone che ti asciugano di brutto ma anche chiacchieratne piacevoli a tre....
Il tempo vola (?), è mezzanotte. Chiamo l'uomo, che il più delle volte sta già dormendo e ha giusto la forza di dirmi buonanotte e al limite qualche parolina dolce prima di cadere di schianto tra le braccia di morfeo (da questo punto di vista ci siam proprio trovati).
Vado in bagno, mi lavo un po' modello gatto affatticato, mi tolgo le lenti e intanto dico tre bestemmie perchè ho un seccume oculare pazzesco e mi faccio un male boia. STOP. La mia seratina infrasettimanale finisce così. Mi metto a letto, mi rigiro almeno un quarto d'ora pensando a quello che avrei potuto fare ma nn ho fatto, agli esami che devo dare, alla voglia di studiare, e poi all'improvviso muoio.
TIRATEMI FUORI DI CASA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. LA DEMENZA SENILE MI ATTENDE A BRACCIA APERTE.